Lo sport è in grado di regalarci, con cadenze poi molto regolari, storie di assoluta complicità e di rapporti speciali tra avversari, così come parabole di accese rivalità in grado di portare l’avversario ad un livello superiore di sfida e di agonismo.
Per una questione evolutiva (?) esiste una retorica dove i grandi pretendono sempre di spiegare ai più giovani come devono vivere, come progettare il loro futuro e perché farlo. I grandi tendono, per loro natura, a sbeffeggiare e giudicare i giovani come se quest’ultimi fossero delle creature inferiori che si ritrovano a vivere in un mondo già perfetto che loro (i Grandi) hanno costruito. Chissà se è stato così anche per Max Biaggi quando ha visto per la prima volta Valentino Rossi.
Questa non è stata solo una rivalità sportiva, ma si è trattato di un dualismo caratteriale tra due modi e modelli agli opposti nell’interpretare il motociclismo, il rapporto con i media nonchè la propria vita privata.
Due caratteri diversi
La differenza caratteriale tra i due personaggi ha sicuramente contribuito a rendere così intrigante la rivalità Rossi-Biaggi con il pubblico stesso coinvolto ed apertamente schierato con l’uno o con l’altro a prescindere dalle evidenze oggettive.
Valentino Rossi, ha nella spontaneità una delle sue più grandi doti, quasi un marchio di fabbrica che gli ha consentito, oltre al successo sportivo, di arrivare al cuore dei tifosi. Un carisma che a tutti gli effetti si può considerare trasversale, capace di trasmettere senso di dominio sia in pista che al di fuori di essa. Ed è bene considerare che con Valentino Rossi l’intero movimento della Moto Gp ha avuto un incremento di spettatori ed appassionati, arrivando quasi a sorpassare la Formula 1.
La sua identità è stata un’arma vincente per il suo successo. Ha spesso lanciato il suo lato ironico, talvolta anche provocatorio verso lo stesso Biaggi, con atteggiamenti che hanno contribuito ad iconizzare il personaggio Valentino Rossi, creando così una sorta di nuovo paradigma di sportivo.
Il disappunto mostrato in alcune occasioni da Rossi, negli anni del dualismo con Biaggi, forse è stato anche eccessivo e lo stesso pilota ha forzato la mano vista la potenza mediatica che via via ha raggiunto nell’arco della sua carriera. Le sue esultanze, talvolta bizzarre, hanno fatto il giro del mondo.
L’essere senza filtri e mai disposto a scendere a compromessi fanno parte senza alcun dubbio dell’essere Valentino Rossi e quando hai di questi atteggiamenti, ci sono quelli che ti vogliono bene ma è anche più facile attirarsi addosso le critiche dei colleghi.
Se Rossi è sempre stato quello spontaneo e guascone sprizzando quasi simpatia da tutti i pori, Max Biaggi ha invece sempre avuto un’aurea da eminenza grigia, scontroso, talvolta letteralmente antipatico. Aspetti del suo carattere di cui non ha mai fatto mistero egli stesso anzi, a più riprese ha difeso le spigolature della sua personalità.
Di Biaggi possiamo dire che non le ha mai mandate a dire, e la poca diplomazia del campione romano è stata una delle micce che ha mantenuto accesa ancor di più nel corso degli anni scorsi la rivalità con Valentino.
Anche quando ha scelto di cimentarsi con il Mondiale Superbike abbandonando la Moto GP non ha messo mai da parte il suo carattere. Probabilmente se oggi la MotoGp ha un seguito importante di appassionati e conseguenti introiti milionari, tanto merito va al Brand personale di Valentino che è riuscito, con la sua figura, ad avvicinare tanta gente a questo sport. Ed in questo senso, la loro stessa accesissima rivalità ha contribuito a rendere le corse ancor più belle ed avvincenti quando i due erano in pista alimentando la passione di coloro che pian piano si avvicinavano a questo sport attratti dal nuovo che avanzava (appunto la freschezza di Valentino).
Biaggi non ha mai fatto mistero che il fatto di averlo contro era una motivazione in più per provare a vincere in quegli anni caratterizzati da scontri verbali, velati e meno velati, ma anche quelli fisici nei box.
Indubbiamente rispetto a Valentino Rossi, Max Biaggi ha fatto della riservatezza un elemento cruciale della sua vita professionale. Nessuna esultanza vistosa né tanto meno plateale, anche se nelle interviste non le ha mai mandate a dire al suo rivale di sempre o a tutti i suoi avversari.
Momenti cult della loro rivalità
Ripercorriamo qui gli episodi che sono passati alla storia per la rivalità tra Valentino Rossi e Max Biaggi.
E vale la pena ricordarli come momenti apicali della Moto Gp.
Mugello 1997
Gara della classe 125. Il vincitore è un giovane Valentino Rossi che realizza un giro di pista con a bordo della sua moto una bambola gonfiabile in segno di esultanza. Questa fu vista come una presa in giro nei confronti di Max Biaggi che all’epoca amava circondarsi di belle donne. Da lì seguirono dichiarazioni al vetriolo di Rossi soprattutto. Celebre la risposta alla domanda “Puoi essere il Biaggi della 125?” – “Casomai è lui il Rossi della 250”.
Suzuka 2001
Ultima stagione per la classe 500, i favoriti della gara sono manco a dirlo Rossi e Biaggi. E questo sarà anche l’ordine di arrivo del podio. Durante la gara Rossi tenta più volte di affiancare Biaggi che però chiude lo spazio allargando il braccio sinistro e bloccando dunque il sorpasso. Ad un certo punto Valentino riesce nell’intento e nel sorpassarlo mostra manifestamente un dito medio al suo rivale. Inevitabile il putiferio di dichiarazioni alle tv rilasciate dai due.
Barcellona 2001
In questo caso la pista va in secondo piano. Trionfo di Valentino Rossi, seguito proprio da Biaggi. Nel post-gara in uno spazio stretto dei box, Biaggi passa accanto a Valentino Rossi e al suo manager storico, Gibo Badioli, urtando quest’ultimo. Da qui parte uno scontro verbale accesissimo in cui i due se le promettono e arrivano quasi allo scontro fisico. Una vicenda che creò non poco scalpore e che fu seguita dal (vano) tentativo di minimizzare agli occhi dei giornalisti.
Donington 2002
Dopo un periodo di apparente calma, i due tornano a battibeccare. Nel post-gara Valentino Rossi si siede di traverso sulla moto per il giro di festeggiamento quando a un tratto passa Biaggi a pochi passi a velocità elevata. Ai microfoni Rossi dichiarerà di aver avuto paura di Biaggi che poteva ammazzarlo. E inevitabile arriva il riferimento alla gelosia del romano nei confronti del suo rivale arrivato ancora una volta avanti a tutti.
Welkom 2004
Lo sport sa regalare momenti magici come questo. Un duello accesissimo per un gran premio sentito e che vale il Mondiale. Sorpassi e controsorpassi, una gara epica per i due. Vincerà alla fine Rossi, ma ciò che fece la storia fu la stretta di mano tra i due poco dopo aver passato il traguardo. Questo è considerato l’epilogo della rivalità Biaggi-Rossi.
Anche in epoca contemporanea il Personaggio Valentino Rossi ha continuato a trovare rivalità in particolare con la cricca dei piloti spagnoli con Marquez capofila. Sono stati molti gli scontri tra i due, sia verbali che fisici, ma comunque una rivalità con uno stile molto diverso. Una rivalità lontana sia nel tempo che nei modi rispetto a quella da cavalleria rusticana imbastita ai tempi con Max Biaggi, il suo vero “nemico”.
Ho conosciuto la “Veronica” di Zidane e rimasto stregato dal Superclasico di Buenos Aires . Seguo più gli eventi sportivi da divano che quelli mondani da drink in mano.
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