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Il Trionfo Epico dell’Estudiantes del ’68

Una Storia di Cuore, Pioggia e Gloria

Questo è un capitolo di pura epicità calcistica, quel momento della storia in cui l’Estudiantes de La Plata ha scritto il proprio nome nei cieli del calcio mondiale. Sedetevi, perché stiamo per rivivere la magia della Coppa Intercontinentale del 1968 e la vittoria indimenticabile contro il gigante inglese, il Manchester United.

Il Contesto

Nel 1968, il calcio aveva una storia da raccontare, una storia che avrebbe mandato onde di eccitazione attraverso i cuori degli appassionati di tutto il mondo. L’Estudiantes, fresco vincitore della Coppa Libertadores, si scontrava con la potenza europea, il Manchester United, reduce dalla vittoria nella Coppa dei Campioni.

Si perché fino al 1980 la finale della Coppa Intercontinentale si giocava in formato andata e ritorno tra la squadra europea e quella sudamericana. Questo formato è stato adottato fin dalla creazione del torneo nel 1960.

La ragione principale dietro questa decisione era garantire che entrambi i continenti avessero l’opportunità di ospitare una partita della finale e condividere l’entusiasmo del torneo a livello globale.

Inizialmente, il formato prevedeva che il club vincitore della Coppa dei Campioni UEFA (l’attuale UEFA Champions League) affrontasse il vincitore della Coppa Libertadores in una doppia sfida. Una delle partite si svolgeva nello stadio del club europeo, mentre l’altra nel continente sudamericano. Questo sistema consentiva una maggiore partecipazione dei tifosi e creava un’atmosfera unica ed affascinante in entrambe le sfide.

Nel 1980, la FIFA decise di modificare il formato della Coppa Intercontinentale, giocando la competizione in un’unica partita, generalmente disputata in un campo neutro. Da lì in poi arriviamo all’attuale torneo del Mondiale per club e via via ha perso, secondo me, il fascino iniziale.

Nel 1968 l’Estudiantes aveva conquistato la Coppa Libertadores, superando squadre di alto livello come Universitario de Lima, Independiente de Avellaneda, e il campione sudamericano in carica, Racing Club.

Il Manchester United, aveva vinto la Coppa dei Campioni, sconfiggendo il Benfica per 4-1 nei tempi supplementari.

Tra i migliori giocatori delle due squadre, spiccavano nomi come il pallone d’oro George Best, Bobby Charlton, Alex Stepney e Nobby Stiles per il Manchester United.

Per l’Estudiantes, le figure della squadra erano giocatori come Juan Ramón Verón, Carlos Bilardo, Felipe Ribaudo e Marcos Conigliaro che furono determinanti per la vittoria.

Il Primo Atto

A Buenos Aires, il 18 settembre sotto il cielo argentino nello stadio de La Bombonera, l’Estudiantes ha iniziato a tessere la sua leggenda. La pioggia cadeva, il campo si faceva scivoloso, e il Manchester United si ritrovava a dover fronteggiare il marchio indomabile di Bilardo, che marcava Best a uomo e con una ferocia tutta argentina.

Lo sforzo dei giocatori del Manchester fu inizialmente quello di ignorare gli “animali” che popolavano le tribune, quegli appassionati tifosi dell’Estudiantes che facevano sentire la loro presenza con un frastuono assordante. Sono loro a dare il via a una cerimonia che anticipa la partita, creando un clima ostile per il Manchester United.

Al 28° minuto, cambia il risultato con Conigliaro che andava in rete su un assist magistrale di Juan Veron, dando all’Estudiantes il vantaggio cruciale da portare in Europa in vista del ritorno.

Estudiantes – Manchester United 1-0.


Il Ritorno nella Terra della Regina.

Quasi un mese dopo, il 16 ottobre, l’Old Trafford era il palcoscenico della resa dei conti. Di nuovo sotto una pioggia incessante, l’Estudiantes sfidava le avversità atmosferiche e quelle del gioco. Veron, con un tocco di testa, già al 7′ minuto mandava in delirio i tifosi argentini presenti. La partita si faceva intensa, nervosa, con scontri di gioco al limite del regolamento. Ma l’Estudiantes resisteva, dimostrando che la sua fame di vittoria era più forte di qualsiasi avversità. Una squadra, quella argentina, che giocava con la stessa vocazione inglese: correre, segnare, vincere.

Il secondo tempo è stato un susseguirsi di azioni mozzafiato e contrasti serrati con George Best e Medina che pagavano con un’espulsione la loro foga. Il Manchester United, deciso a non arrendersi, trovava il gol del pareggio all’89’ con Morgan. La partita stava sul filo del rasoio, e mentre l’Estudiantes difendeva con grinta, oltre 250 milioni di occhi erano incollati agli schermi, catturati da questa lotta titanica. Il cuore pulsava, le emozioni traboccavano, e l’Estudiantes stava scrivendo la sua storia d’amore col calcio.

E’ in questo clima adrenalinico che il Manchester United pensava di aver ottenuto il gol della vittoria al 94′.

Tuttavia, il destino ha un altro piano. L’arbitro annulla il gol, lasciando i tifosi in uno stato di sospensione e provocando l’esultanza sfrenata degli argentini. L’Estudiantes vince la Coppa Intercontinentale del 1968, dando vita a una conclusione mozzafiato, carica di emozioni e colpi di scena, che rimarrà impressa nella storia del calcio come uno degli epiloghi più entusiasmanti e controversi. La celebrazione dell’Estudiantes è una gioia incontenibile, un trionfo del coraggio e della resilienza che ha conquistato il cuore di milioni di tifosi in tutto il mondo.

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